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Pillole di SVE! Dall’Adriatico al Baltico: volontario a Danzica

20 gennaio, 2014

Il nostro ex volontario Francesco ci racconta del suo SVE a qualche mese dalla fine. Francesco ha passato 7 mesi a Danzica, Polonia ed ha ultimato il suo SVE a settembre 2013.

I “cztery wolontariuszy” (quattro volontari) ad un laboratorio di cartoline. Da sinistra: Lauriane, Natalia, Francesco, María José. Ecco cos’é il gran freddo polacco!

I “cztery wolontariuszy” (quattro volontari) ad un laboratorio di cartoline. Da sinistra: Lauriane, Natalia, Francesco, María José. Ecco cos’é il gran freddo polacco!

Mai avrei immaginato di compiere lo SVE in Polonia. Avevo accarezzato l’idea di partire per varie destinazioni, dalla Germania alla Turchia, ma, come molti miei amici, consideravo i paesi dell’ex blocco sovietico con totale noncuranza. Ricordo persino d’aver assistito anni fa ad un convegno in cui intervenne la docente di letteratura polacca di una nota università italiana; ed io mi dissi: “Certo che ce ne vuol di coraggio per studiare il polacco!” Ora invece sono felicissimo per aver avuto l’onore e il privilegio di scoprire questo grande Paese, tristemente vittima di un paio di piatti stereotipi, così grossolani che mi rifiuto di trascrivere.

Ho dunque trascorso 7 mesi a Danzica, in Polonia, da marzo a settembre 2013, come volontario nell’ambito dello SVE. Non mi dilungherò su Danzica, il cui fascino sprezzante e la cui storia eroica sono del resto inenarrabili; ne raccomando, banalmente, la visita (almeno telematica)!

Sul Baltico ho felicemente condiviso casa, lavoro (e anche svago!) con altre tre volontarie, Lauriane (francese), Natalia (slovacca), María José (spagnola). Lauriane era la più giovane con 23 anni, Natalia la più grande con 28, io rimanevo nella media con 25, sorpassato anche da María e dalla nostra coordinatrice polacca Dorota (entrambe 27). Eravamo tutti, lasciatemelo dire, persone colla passione per i viaggi e la mobilità internazionale: io avevo già alle spalle un intensissimo anno di Erasmus in Portogallo e qualche mese come tirocinante in Francia. L’Erasmus faceva poi parte dei ricordi più cari anche di María (Irlanda) e di Natalia (Germania); Lauriane era stata invece per un tirocinio in Quebec.

Il primo compito del “dream team” fu l’apprendimento dei rudimenti del polacco, grazie ad un corso di 2 ore al giorno per due settimane. Impresa in cui Natalia, slavofona, inevitabilmente eccelleva; impresa in cui il sottoscritto, con altalenante entusiasmo, e Lauriane, con costante dedizione, progredivano, e impresa in cui la povera María soffriva parecchio. Ed ecco che i prodi, non ancora finite le lezioni, si trovarono a Varsavia per una settimana di “training” (on-arrival), assieme ad altri 20 volontari provenienti da tutta la Polonia. Nacquero varie amicizie, coltivate nei mesi successivi, e ravvivate durante il secondo “training” (mid-term) a luglio. Visitammo la stupefacente capitale polacca, i suoi ricchi musei, i suoi parchi ammalianti, i suoi numerosi grattacieli; edotti e sedotti, tornammo a Danzica per iniziare finalmente a fare i volontari.

Eravamo responsabili del progetto “Common Space Wrzeszcz” (Wrzeszcz è “semplicemente” il nome del quartiere dove abitavamo), e il nostro appartamento era appunto lo spazio comune in cui eravamo chiamati a condurre laboratori gratuiti, coll’obiettivo di creare così un luogo di socializzazione e di condivisione. Partimmo con una batteria di lezioni di lingua: il lunedì il francese, il martedì la lingua del sì, il mercoledì lo spagnolo; il giovedì Natalia raddoppiava insegnando lo slovacco e l’inglese. Fin da subito garantimmo il nostro supporto ai laboratori artistici del doposcuola (per bambini delle elementari) di una casa di quartiere sita all’opposta estremità di Danzica (40 minuti di tram sferragliante durante i quali si attraversava il quartiere natale dello scrittore premio Nobel Günter Grass).

Una parte importante del nostro tempo la dedicavamo poi alla promozione on-line delle nostre attività: aggiornavamo quotidianamente la pagina Facebook del progetto, producevamo una newsletter settimanale, scrivevamo un blog collettivo. Ci appassionammo poi alle cartoline: abbiamo così organizzato quattro laboratori in cui i partecipanti potevano disegnare le loro proprie cartoline col materiale che fornivamo loro, magari seguendo i nostri consigli. Consigli forniti da nientepopodimenochè da un laureato in storia dell’arte, un’architetta con master in scenografia, una designer e una futura operatrice cinematografica! E per quanto riguarda il cinema, proponevamo mensilmente un cineforum di cinema italiano, in cui si spaziò da Ermanno Olmi a Silvio Soldini, ed alcune altre proiezioni.

Arrivarono così i sofferti giorni dell’addio, e a parlarne mi piange il cuore. Che dire: sempre verso nuove avventure! Vorrei invece sottolineare quanto lo SVE sia stato per me un’esperienza fantastica, un privilegio indescrivibile che raccomando calorosamente. Prima di partire mi sembrava essenzialmente una buona maniera per scroccare alla prestigiosa UE un giretto all’estero tutto pagato. Tornato, fatico seriamente a trovarvi dei punti negativi, sebbene in Polonia io abbia naturalmente avuto le mie difficoltà passeggere e i miei momenti di fatica. Tutti facilmente superabili, anche in virtù del contesto oltremodo stimolante.

Alché non esitate: riflettete con calma in quali progetti, e su quali tematiche, vi piacerebbe essere volontari, candidatevi e godetevi questa grande opportunità! E aggiungerei: partite per una destinazione cui non avete in precedenza mai pensato! L’imprevisto ha sempre i suoi vantaggi!

Francesco

Per chi fosse interessato a ricevere ulteriori informazioni sullo SVE, ricordiamo il prossimo incontro informativo del 6 febbraio 2014, dalle ore 17,00 alle 19,00 presso la Galleria Europa, piano terra di Palazzo Comunale, Piazza Grande 16 (di fianco all’informagiovani).

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Incontri informativi SVE 2013: secondo incontro venerdì 15 marzo

12 marzo, 2013

Incontri di orientamento sul Servizio Volontario Europeo

Di seguito le informazioni su: argomenti trattati, date, orari e luogo degli incontri!

Vi ricordiamo il secondo incontro

Venerdì 15 marzo 2013, 15:00 – 17:30

Vi aspettiamo!

Il Servizio volontario europeo è un’opportunità unica di formazione non convenzionale offerta dall’Unione europea. Il volontario europeo è un giovane tra i 18 e i 30 anni che partecipa a un progetto di sviluppo locale in un paese diverso dal proprio.

  • Chi è il volontario europeo ideale?

  • Cosa significa progetto di sviluppo locale?

  • Quanto dura un progetto?

  • Quali sono i paesi in cui è possibile andare?

  • A chi ci si deve rivolgere, cosa si deve fare e quanto tempo serve per

  • diventare volontario europeo?

Per rispondere a tutte le domande e le curiosità su questa interessante opportunità europea, l’associazione Going to Europe e il centro Europe Direct del Comune di Modena propongono una serie di incontri.

Tra i temi degli incontri:

– individuare il progetto ideale

– valutare le proprie motivazioni

– preparare una buona candidatura

Date incontri:

Venerdì, 15 marzo, 2013 – 15:00 – 17:30

Venerdì, 14 giugno, 2013 – 15:00 – 17:30

Venerdì, 19 luglio, 2013 – 15:00 – 17:30

Venerdì, 18 ottobre, 2013 – 15:00 – 17:30

Venerdì, 29 novembre, 2013 – 15:00 – 17:30

dove:

Sala Ragioneria, Palazzo Comunale, 2° piano
Indirizzo:
Piazza Grande 16, Modena

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AAA: volontario in partenza. Buon viaggio Francesco!!!

26 febbraio, 2013

Domani, mercoledì 27 febbraio, partirà il nostro volontario Francesco, alla volta della Polonia, più precisamente Danzica, dove rimarrà per 7 mesi.

Francesco svolgerà il suo servizio di volontariato europeo presso un’associazione culturale ed il suo sarà un progetto altamente creativo, basato sull’animazione culturale. Infatti, insieme ad altri volontari condividerà la gestione e l’organizzazione di attività culturali all’interno di uno spazio messo appositamente a disposizione dei volontari, da qui il titolo del progetto Common Space. spazio comune
L’obiettivo è quello di lavorare a stretto contatto con la comunità locale, determinando piccoli grandi cambiamenti, individuali e collettivi attraverso attività artistico-culturali.

Il gruppo di volontari avrà così l’occasione di mettersi in gioco e realizzare attività che permettano di condividere esperienze, cultura ed idee.

La particolarità di questo progetto sta proprio nella scelta di questo spazio condiviso, non uno spazio qualsiasi, bensì l’appartamento dove i volontari vivranno e all’interno del quale – in particolare una sala comune –  i ragazzi coinvolti nel progetto potranno elaborare e realizzare le attività da proporre alla comunità locale.

In particolare verrà curato l’aspetto creativo ed educativo delle attività, a seconda del target al quale verranno proposte le attività stesse (per fare alcuni esempi: corsi di lingua, laboratori fotografici, artigianato, attività sportive, cinema o laboratori teatrali), curando anche l’aspetto promozionale (siti web, social media, media locali).

Un obiettivo importante è quello di stabilire contatti con le istituzioni locali e le altre associazioni, per poter cooperare.

Se siete curiosi di sapere cosa succede ai nostri volontari, vi invitiamo a controllare il nostro sito e se volete potete entrare nel nostro gruppo facebook Going to Europe

Per chi fosse interessato a ricevere ulteriori informazioni sullo SVE, ricordiamo il prossimo incontro informativo del 15 marzo, dalle ore 15,00 alle 17,30, presso la sala ragioneria, 2° piano di Palazzo Comunale, Piazza Grande 16.

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Pillole di SVE: il nostro volontario Giovanni ci racconta il suo SVE!

18 febbraio, 2013

A metà del suo progetto SVE, il nostro volontario Giovanni si racconta e ci rende partecipi di questa sua esperienza. Buona lettura!

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“Seize the Moment” di Giovanni Rossi
Ciao a tutti, sono Giovanni Rossi e vengo da Medolla, un piccola paesino della Bassa Modenese. Ho vent’anni e vi scrivo per condividere con voi la gioia che questi 6 mesi in Inghilterra mi hanno dato.
Svolgo infatti il mio Progetto SVE in una città chiamata Huddesfield, i cui abitanti superano le centinaia di migliaia di unità, lavorando a stretto contatto con ragazzi tra i 13 e 19 anni di varia estrazione sociale, di razza e di condizione economica. Tutte queste variabili portano a un misto variegato di situazioni, che possono sfociare in bullismo scolastico, abuso di alcool e problemi socio-familiari. Gli strumenti offerti dal Council per il quale lavoro sono tra i più efficaci e ben pensati, a detta di molti colleghi, dentro e fuori lo Integrated Youth People Service. Non sono parole inserite a caso: solo per citarne una e per non annoiarvi nella lettura, Integrated ha un valore molto importante, dal momento che sono attività integrative della formazione che ricevono a scuola e a casa. Sono attività svolte in un minibus, dotato di tutti i comfort giovanili, dalla PS3 a un angolo cottura dove si possono preparare assaggi per i giovani, con il quale andiamo incontro alle esigenze dei giovani in varie aree della zona. Loro chiamano, noi andiamo.
Arrivato alla metà del mio progetto, potrei dire l’ovvio, ovvero: “è un’esperienza bellissima, emozionante, bla bla”. Ma nel concreto cosa davvero cambia in una persona? E’ ovvio a tutti che stare via da casa, dalla solita routine quotidiana, porta a mettersi in gioco e a cercare di auto motivarsi ogni giorno, consapevoli dell’opportunità, se volete della fortuna, di poter fare un progetto di questo tipo. Per come sono fatto io, è un’attività che non posso evitare di portarmi a casa e pensarci su. Non posso far finta che sia li solo per osservare e imparare, voglio cambiare qualcosa e penso a come farlo. Ecco il perchè di progetti, fino ad adesso 6, che diano un senso a questo periodo di crescita personale, emotiva e razionale. Vorrei tanto ogni tanto che noi non fossimo così poco attivi con i giovani, dal momento che siamo il futuro di ogni nazione da cui proveniamo. Vorrei ci fosse più impegno su queste tematiche, tanto quanto vivo e sperimento sulla mia pelle Oltremanica.
Allora quest’esperienza non è solo bellissima perchè si è via da casa, ma anche perchè è una crescita in toto, è una prospettiva nuova, fuori dagli schemi mentali che per troppi anni hanno chiusa la mia mente.

Colgo l’occasione per invitare chiunque abbia letto queste poche riflessioni a pensare a sua volta a cosa si potrebbe fare e a mettersi in gioco.

George Augustus Moore diceva: “Un uomo percorre il mondo intero in cerca di ciò che gli serve, poi torna a casa per trovarlo.”

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Servizio Volontario Europeo

19 dicembre, 2008

Video di presentazione del Servizio Volontario Europeo: