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Pillole di SVE: la nostra volontaria Silvia si racconta, a pochi giorni dal rientro in Italia!

20 giugno, 2014

La nostra volontaria Silvia rientra a fine mese dal suo SVE di 8 mesi in Spagna, dove ha prestato il suo servizio di volontariato in una comunità di accoglienza per i senzatetto.

Ecco le sue impressioni e riflessioni su questa intensa ed emozionante esperienza di vita!

Lo SVE è una delle opportunità di mobilità offerte dall’ Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+.

Se siete interessati ad avere maggiorni informazioni sullo SVE potete contattarci via e-mail a segreteriagte@comune.modena.it e partecipare ad uno dei nostri incontri informativi. Il prossimo il 10 ottobre,  ore 15,00,  c/o la Galleria Europa, piazza Grande 17, Modena.

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Quando penserò alla Spagna

Il mio SVE sta per finire. Sono stata via da casa otto mesi, a volte infiniti, a volte rapidissimi.

Ho vissuto a 10 chilometri da Granada, in un paesino minuscolo, Sierra Elvira, fatto di terra arida, calce bianchissima e cielo umido, in una Fondazione che accoglie persone senzatetto, immigrati, anziani soli, donne e bambini vittime di violenza, volontari di tutto il mondo…e la mia casa è stata al lato della loro, e la mia vita pure, a volte parallela e a volte la stessa.

Ci sono tante casette qui, nel recinto della Fondazione, un bel giardino, un orto, un panettiere, una cuoca, un autista, un falegname, un pittore, artigiani, bambini, vecchietti che fumano, un sacco di ragazzi di tutto il mondo, siamo più di ottanta a volte … sono tutti indaffarati, sempre; mangiamo insieme, lavoriamo, viviamo insieme, usciamo insieme.

Siamo sempre vicini, la comunità ha deformato e ricreato le relazioni e mi ha insegnato una vita diversa, tutto è stato nuovo per me qui, nonostante i miei anni di volontariato alle spalle e grande passione per il campo sociale. È stato sorprendente, mi ha lasciato stupita, su tutti i fronti, ho imparato nel bene e nel male tutto di questo posto e di chi lo abita…e ora mi sento felice di andarmene e di lasciare un segno, concreto, del mio passaggio e quello degli altri volontari che mi hanno accompagnato in questi mesi. Sono stata impegnata in ogni area della comunità per più o meno tempo, dalla più insignificante alla più importante, ho assaggiato tutto di quello che è vivere qui e ora sono pronta e emozionata di poter e dover tornare a casa.

Quello che ho conosciuto è un micromondo, una bolla di realtà, lontana e protetta da tutto e da tutti ma irrimediabilmente contagiata dal passato di ciascuno, carico di esperienze che non vanno via mai. La sorte sembra la principale responsabile di tutto ciò che accade e le cose scivolano di mano rapidamente tanto nel bene quanto nel male. Ho conosciuto meglio questa famosa “fortuna”, da vicino, in tutti i suoi aspetti contraddittori, quelli che fanno si che una persona trovi la sua strada o che un’altra debba perdere tutto a causa di un “no”.

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La vita quotidiana è un mosaico confuso, a volte mi ci sono persa o soffermata troppo a lungo, ci sono abbracci che incrinano le costole, litigi, risate troppo forti, autobus all’alba, sorrisi amari, microvendette, dinamiche potentissime, parole affilatissime, piatti che volano, reggaeton in cucina, bambini nervosi, vecchietti confusi e insonni, vere bontà, sguardi vuoti, invidie, malizie, lenticchie a pranzo ogni giorno, piani A che implicano piani B, sieste infinite, cani randagi, ritardi premeditati, soffitti che perdono acqua, stanze fredde, pannolini da cambiare, erbacce infinite, lingue senza traduttori, scartoffie inutili, meditazioni purificanti, bocche chiuse, domande sospettose, reazioni allergiche, risposte ingiuste, notti cortissime, minacce, problemi di dipendenza, estremi rimedi, inaspettate conseguenze…e tutto si aggroviglia ma crea piccole allegrie e serenità sempre più grandi, fino a contagiare tutto, fino a sapere che non si può che risalire, anche se non sembra.

1381912_10202059667523704_663887536_n Ho cercato di dedicarmi ogni giorno alla comunità, con energia e allegria, a volte apprezzando i risultati e altre no.

È stato difficile e bellissimo, è stato assaggiare tante vite diverse e viaggiare nella propria identità. È stato conoscere tante persone, da vicinissimo, e scoprire i loro segreti.

Silvia Rignanese

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