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Pillole di SVE: Letizia racconta…

13 dicembre, 2011

La nostra volontaria Letizia ci racconta qualcosa della sua esperienza SVE!!!

“Potete pensare qualcosa di più interculturale? Io no.”

Ciao ragazzi,

eccomi qui a metà del mio progetto in Grecia.

Che strano pensare di essere già a metà, eppure era ieri che….

Premessa indispensabile adoro viaggiare ma non ho mai viaggiato tanto e per tanto tempo, solo prima di partire questa estate sono stata a lungo lontano da casa, due mesi nel sud Italia come animatrice, dove senza il mio ragù e senza che nemmeno mi capissero quando parlavo di tigelle o crescentine che dir si voglia e gnocco fritto avevo già sperimentato in piccola parte lo shock culturale.

Ho scelto la Grecia in quanto da sempre sono appassionata di filosofia e di storia, cosa c’è meglio della Grecia allora? Partita quindi felice e motivata, solo un po’ preoccupata per il mio pessimo inglese.

Che è successo? E’ successo che dopo poche ore mi sono trovata in un appartamento pieno di volontari, persone da tutte le parti d’Europa e ho dovuto smettere di catalogarle come straniere, e iniziare a pensare a loro come coinquiline e magari amiche.

Ormai posso dire di aver vissuto almeno tre fasi di quelle famose riferite allo SVE: honeymoon, shock culturale con annesso io qui non ci posso stare, e poi sto meglio qui che a casa mia perché tra tre mesi devo tornare a casa?

I greci sono persone gentili e ospitali, stanno vivendo una crisi economico politica uguale se non più grossa della nostra ma rispetto a noi sono diversi in un punto fondamentale: mantengono la loro dignità, e rimangono orgogliosi della loro terra e delle loro radici, non come noi che importiamo di tutto e nei paesi stranieri manco sanno che sono prodotti italiani.

La mia vita qui è semplicemente pazzesca superate con successo le difficoltà linguistiche con l’inglese e il greco, passo le mattine all’asilo di Velo dove aiuto le maestre a far fare i lavoretti i bambini e i pomeriggi a lezione di lingua greca, lezione di danza greca, e palestra.

Inoltre al martedì pomeriggio per due ore lavoro nel centro giovanile con un’altra volontaria, dove le uniche maestre siamo noi due, e ci divertiamo a far fare ai bambini piccoli lavoretti.

Dopo le prime grosse difficoltà ora anche in cucina non va così male, rimasta stravolta scoprendo che qui non arriva manco il gran ragù star, ora me la cavo benino e a volte ho proposto i miei piatti alle altre ragazze che vivono con me; con risultati del tipo: hanno leccato la padella e il cucchiaio dei gnocchetti al gorgonzola e dopo la mia pizza mi son sentita dire, ovvio che verrò a trovarti dopo l’evs dopo una pizza così non posso farne a meno.

E poi lunedì scorso la cosa + interculturale che io potessi pensare: crescentine o tigelle con feta, potete pensare qualcosa di più interculturale? Io no.

Letizia Toni

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