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Si sono andata in Bosnia, si è in Europa, no, la guerra non c’è più…

9 ottobre, 2008

Penso a tutte le volte che qualcuno mi ha chiesto ‘Vai in Bosnia? Ma è in Europa? Ma c’è ancora la guerra?’.

Sono i miei ultimi giorni del mio SVE in questo angolo della Bosnia – Herzegovina, e sono anche giorni in cui si pensa al ritorno, a preparare valigie, a salutare persone.

Non è mai facile spiegare a parole cosa significa un’esperienza del genere, soprattutto quando si è alla fine ed è necessario far spazio a ricordi ed emozioni.

Penso agli sguardi incuriositi della mia vicina, una signora anziana con il fazzoletto in testa e gli occhi attenti di chi aspetta una novità. Ai bambini del quartiere che giocano davanti a casa, che non ti conoscono ma non ti risparmiano mai un ‘ciao’. A quando in ufficio ricevi una telefonata in una nuova, strana lingua e ti ritrovi impacciata a cercare di metter in fila una frase sensata! Al calore di un fuoco acceso in riva al fiume, ma così forte come quello delle persone che vi stanno sedute intorno. A chi non parla la tua lingua ma con un sorriso ti dice tutto. A una mano sempre tesa che ti offre il primo dei numerosi caffè della giornata. Alla natura incontaminata che ti avvolge con il suo silenzio e la sua quiete così irreale. A realizzare che l’ospitalità non è solo una coperta calda, ma è dentro le persone.

E penso soprattutto a tutte le persone che hanno incrociato la mia strada, anche solo per un attimo, e che porterò sempre dentro, come un tesoro da custodire, perché da ognuno ho imparato qualcosa. Ad accettarmi e ad accettare gli altri, a condividere la quotidianità e le grandi fatiche e soprattutto a superare i momenti di difficoltà, senza perdersi d’animo…nema problema…

Ed è qua che realizzi che pur nella diversità, sono tante le cose che ci accomunano.

È tempo di partenze, ma non prima di dare un ultimo sguardo ai mesi passati e a quelle domande piene di curiosità e apprensione…’Si sono andata in Bosnia, si è in Europa, no, la guerra non c’è più…fammi pure qualche altra domanda…

Rita

3 commenti

  1. Ciao Rita, trovo fantastica la descrizione della tua esperienza SVE. È proprio vero, a volte È difficile descrivere a parole un esperienza multiculturale.
    Non si tratta solo di osservare la diversita, ma di viverla in prima persona fino a quando È ora di tornare di nuovo a casa.
    E ti rendi conto che non sei piu lo stesso, perche ogni dettaglio, ogni sguardo o fragmento di paesaggio, hanno contribuito a plasmare una nuova persona…


  2. ciao, mi chiamo matteo ho letto l’esperienza di rita in bosnia. volevo condividere la mia esperienza fatta con un amico nell’agosto 2006 in bosnia percorsa vista conosciuta in moto. un esperienza molto bella da mostar a sarajevo passamdo per i paesi interni, le prime rovine lasciate dalla guerra i paesini incontrati nel viaggio ,con i bambini a giocare in mezzo alla strada che con la mano salutavano. la cortesia trovata nella gente un popolo che cerca la serenita’ e la dignita’ lacerata. la bosnia nel cuore.


  3. Ciao Rita, mi chiamo Nevena. Sono nata a Sarajevo e in questo momento mi trovo proprio nella mia citta natale per un progetto che sto seguendo. Infatti, non vivo qui ma sono modenese di adozione da ormai 20 anni. Vorrei chiederti qualche curiosita sul progetto SVE. Ti pregherei di contattarmi al mio indirizzo email: nevenarasic@gmail.com
    grazie e ciao!



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